19 novembre 2007

Quando la scienza si fa teatro



Intervista a Valeria Patera, www.retididedalus.it

A colloquio con la drammaturga e regista milanese che ha dedicato il suo ultimo libro “La mela di Alan” al matematico Alan Mathison Turing, reputato l’inventore del computer. Un personaggio geniale ed eccentrico morto suicida. Passione per la contaminazione e principio di inclusione sono le modalità operative che permettono alla scrittura scenica di dare senso espressivo alla conoscenza scientifica.

di Martina Velocci

Intervistiamo Valeria Patera, poetessa, autrice, regista e originale esponente del filone del teatro-scienza. La sua ultima pubblicazione teatrale è il libro La mela di Alan (Di Renzo Editore, Roma 2007, pp. 120, € 12,50), dedicato ad Alan Mathison Turing (1912-1954), matematico, ingegnere, biologo, criptoanalista, uno scienziato che è considerato l’inventore del computer.

Lei è un’artista che si muove su più fronti: è attrice, regista e scrittrice, cosa la caratterizza maggiormente?

Il gesto originario è quello della scrittura, se proprio devo scegliere un aspetto, scelgo sicuramente la scrittura, la scrittura comprensiva anche dell’arte, scrittura in senso scenico, la scrittura che diventa regia.

Come è cominciata la sua passione per il teatro?

Credo che sia stata una passione nata con me, già da piccola a tre anni mi piaceva esibirmi sul palcoscenico, da giovanissima a sedici anni ho capito che volevo andare avanti su questa strada, studiando ed impegnandomi molto, e proprio per un lavoro teatrale molto importante sono arrivata a Roma. Poi, con il tempo mi è insorta la passione di stare dietro la scena e, così, ho iniziato con la regia. Mi ha sempre interessato la realizzazione di un teatro multicodice, ho cercato contaminazioni continue, ho voluto includere linguaggi diversi dentro quell’unico gesto che è il teatro.

Lei è nota per un particolare, nuovo ambito artistico: il teatro-scienza; la scienza quindi diventa un nuovo mezzo di linguaggio?

In un processo di inclusione infinita ho pensato non solo ai linguaggi artistici codificati, ma anche ad altri linguaggi come la scienza, in quanto il pensiero, il pensare è l’azione per eccellenza.

La conoscenza scientifica è molto presente, direi basilare, nella nostra cultura, e se i suoi concetti sono considerati astratti, attraverso il teatro è possibile comunicarli e farli percepire. Tutto è nato dall’amore della contaminazione, nonché dal principio di inclusione.

Ci parli del suo ultimo libro dal titolo “La mela di Alan”, che è nato come un copione di teatro-scienza e poi è diventato un libro.

La storia è lunga, avevo già precedentemente pubblicato dei libri riguardanti dei personaggi scientifici, questo è su Alan Turing, importante scienziato vissuto nella prima metà del Novecento e morto suicida mangiando una mela avvelenata. Turing è oggi reputato il padre del computer. Era un personaggio troppo poco conosciuto, la sua storia è incredibile e lui è sicuramente una figura insolita e straordinaria. Anche questa volta il libro nasce da un precedente lavoro teatrale, molti infatti dei miei lavori per la scena poi trovano la strada della pubblicazione.

Progetti per il futuro?

Ho in mente un nuovo personaggio, ma non voglio svelarlo, per il resto partiranno presto dei lavori teatrali come quello su Darwin, che è stato già rappresentato qualche tempo fa (al Festival della Filosofia di Roma), ma che ora per il bicentenario della nascita del grande scienziato sarà nuovamente messo in scena in varie nazioni.

23 ottobre 2007

Le origini della scienza moderna al Festival della Scienza di Genova



30 ottobre 2007 - Quali sono le radici storiche e culturali del metodo scientifico moderno e gli elementi di innovazione rispetto alla precedenti visioni del sapere? I relatori affrontano diverse tematiche fra cui le radici storiche e culturali del metodo scientifico, la visione antropologica e sociale dalla quale deriva e come si pone rispetto alle grandi tradizioni culturali e ai sistemi di sapere che lo hanno preceduto. Con Costantino Esposito, Giulio Giorello e Giorgio Israel (Scienza e storia: una convivenza difficile - Di Renzo Editore).

Prenotazione consigliata

Per informazioni: www.festivalscienza.it

Magazzini del Cotone, sala Scirocco e Libeccio, modulo 9, III piano, Area Porto Antico, ore 21.00, Genova

16 marzo 2007

FESTIVAL DELLA MATEMATICA, GIA' TUTTO ESAURITO IL PRIMO GIORNO

(PRIMA) ROMA - Il pubblico ha riempito quattro volte, in ogni ordine di posti, la Sala Sinopoli dell’Auditorium di Roma, il primo giorno del festival della Matematica. E altrettante persone, in gran parte ragazzi, sono rimaste fuori e hanno potuto partecipare alle numerose attività previste nel corso della giornata. Tutto esaurito per la cerimonia d’inaugurazione, alla presenza del Sindaco di Roma Walter Veltroni, del Ministro dell’Università e della Ricerca Fabio Mussi, dell’Assessore alla Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma Maria Coscia, dell’Amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma Carlo Fuortes e del Direttore scientifico della rassegna Piergiorgio Odifreddi.
Tutto esaurito per la prima Lectio magistralis in programma, “Insegnare la matematica” della decana degli insegnanti italiani, Emma Castelnuovo. Una lunga fila di migliaia di persone si è snodata nella cavea per assistere all’incontro con Andrew Wiles, il dimostratore dell’ultimo teorema di Fermat, che ha tenuto una lectio magistralis sulle “Equazioni famose”, introdotta da Piergiorgio Odifreddi. Sala piena, infine, per il Premio Nobel per la letteratura Dario Fo salito sul palco della sala Sinopoli per la lezione spettacolo “Prospettiva, scorcio e scienza del teatro”. Da domani un maxischermo consentirà anche agli spettatori che dovessero restare fuori dalle sale, di seguire in diretta gli eventi del festival della Matematica. Nel presentare la manifestazione, il Sindaco di Roma Walter Veltroni ha dichiarato: “Diceva Voltaire che c’era più immaginazione in Archimede che in Omero. Non si tratta di una scienza difficile e fredda ma calda e affascinante che ha a che fare con la vita degli esseri umani e con le loro straordinarie conquiste. Con la matematica si impara, si gioca, si capisce il mondo. Nel nostro paese c’è una lunga tradizione di questa disciplina che parte da Galileo e arriva ai nostri giorni, passando per quella straordinaria figura di matematico che era Renato Caccioppoli. Il festival ospiterà personaggi di grande rilievo che ci onorano della loro presenza e che testimoniano come la matematica possa essere affascinante. Il suo rapporto con la storia, la musica, la filosofia, il gioco e il caso è anche il fascino della bellezza di una materia che va oltre i propri limiti, che valica oltre i confini conosciuti.” Centinaia sono stati gli studenti che hanno affollato i foyer e tutti gli altri spazi disponibili del Parco della Musica per osservare le mostre e interagire con le installazioni, proposte in esclusiva per il Festival. Anche il Ministro Fabio Mussi ha provato a dirigere un’intera orchestra virtuale con il semplice movimento del corpo.
La manifestazione, promossa dal Comune di Roma, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma, con il sostegno di Finmeccanica, si svolge sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica, che ha ricevuto in visita ufficiale un’autorevole delegazione di partecipanti e organizzatori del Festival, accompagnati dal Sindaco Walter Veltroni. Oltre ai rappresentati delle istituzioni coinvolte, sono stati accolti al Quirinale 12 matematici d’eccellenza tra i quali il Premio Nobel per l’economia John Nash, il Premio Pulitzer Douglas Hofstadter, il Premio Neils Abel e Medaglia Fields Michael Atiyah, oltre al Presidente della Fondazione Musica per Roma Gianni Borgna e al direttore scientifico Piergiorgio Odifreddi. Assieme a loro 10 studenti di diversi licei scientifici romani che collaborano in prima persona all’organizzazione della rassegna. Nel corso della mattinata i matematici Carlo Bernardini, Lucia Caporaso, Franco Brezzi, Alberto Conte, Angelo Guerraggio e Ennio Peres hanno visitato alcuni dei più importanti licei romani. In programma, nella giornata di domani, venerdì 16 marzo, la lectio magistralis del Premio Pulitzer Douglas Hofstadter e della Medaglia Fields (il corrispondente del Premio Nobel per la matematica) Alain Connes. In mattinata, i Giochi Matematici presentati da Ennio Peres. In serata è prevista la proiezione del film “Morte di un matematico napoletano” di Mario Martone, alla presenza dell’autore. Contemporaneamente, in sala Petrassi , la prima italiana del concerto di Anthony Braxton, William Parker e Milford Graves. Il festival si concluderà domenica 18 marzo alle ore 21 con l’incontro straordinario nella Sala Santa Cecilia che vedrà protagonista John Nash, il Premio Nobel per l’economia che ha ispirato la celebre pellicola “A beautiful mind”. L’incontro, coordinato da Piergiorgio Odifreddi, sarà trasmesso su RaisatExtra (canale 120 di Sky) martedì 19 marzo alle ore 21.
(PRIMA)
Autore:RED-COM

14 marzo 2007

Il Presidente Napolitano ha ricevuto i partecipanti al Festival della Matematica

Fonte: Presidenza della Repubblica

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa sera
al Quirinale Premi Nobel, una rappresentanza dei partecipanti, -scienziati,
artisti, studenti e amministratori- al Festival della Matematica, guidati
dal Sindaco di Roma Walter Veltroni.


Erano presenti il Premio Nobel per l'economia, John Nash, il Premio Pulitzer,
Douglas Hofstadter, il Premio Neils Haber e Medaglia Fields, Michael
Atiyah
, il Direttore scientifico del Festival, Piergiorgio Odifreddi,
il Presidente della Fondazione Musica per Roma Gianni Borgna e l'Amministratore
Delegato Carlo Fuortes.


Dopo l'intervento del Sindaco Veltroni, il Capo dello Stato ha rivolto ai
presenti un indirizzo di saluto.


Roma, 13 marzo 2007


Michael Atiyah ha pubblicato con Di Renzo Editore il libro "Siamo tutti matematici"

COLLANA: I Dialoghi
Michael F. Atiyah
Siamo tutti matematici
Pagine: 88 - Prezzo: € 11.00
ISBN: 8883231570 - Anno di pubblicazione: 2007

12 marzo 2007

Festival della Matematica: tre premi Nobel all'Auditorium di Roma

Sotto il titolo "La bellezza dei numeri e i numeri della bellezza" si cercherà di mostare il bello della matematica, sfidando i pregiudizi di chi non ha mai amato questa materia. L'Auditorium ospiterà conferenze, tavole rotonde, spettacoli teatrali, partite a scacchi, coinvolgendo un insieme di personaggi mai riuniti insieme in Italia. Si tratta infatti dei vincitori di tre premi Nobel, due medaglie Fields (considerate la cosa più simile ad un Nobel per la Matematica), un premio Pulitzer, un premio Oscar, un campione mondiale di scacchi, e numerose altre personalità che ancora attendono riconoscimenti per i loro importanti contributi.

  • Andrew Wiles, autore della dimostrazione dell'ultimo teorema di Fermat
  • John Nash, matematico, premio Nobel per l'Economia, la cui vita è stata descritta nel film A Beautiful Mind
  • Douglas Hofstadter, premio Pulitzer nel 1980, autore del libro Gödel, Escher, Bach
  • Benoît Mandelbrot, iniziatore della teoria dei frattali
  • John Barrow, fisico, vincitore del premio Templeton per i legami tra la religione e la scienza nel 2006
  • sir Michael Atiyah, medaglia Fields nel 1966, già presidente della Royal Society e del Movimento Pugwash degli Scienziati contro l'Atomica
  • Alain Connes, medaglia Fields nel 1983, autore di due volumi di conversazioni, "Pensiero e materia" e "Triangolo di pensieri"
  • Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura, che presenterà una lezione-spettacolo;
  • Boris Spasskij, già campione del mondo di scacchi, che sfiderà 15 matematici in altrettante partite simultanee
  • Zhores Alferov, premio Nobel per la fisica del 2000
  • Mario Martone, regista del film Morte di un matematico napoletano
  • Serena Dandini, Elio e le Storie Tese e Nicola Piovani (premio Oscar) che presenteranno una serata di musica.

Michael Atiyah ha recentemente pubblicato un libro-intervista che fa parte della collana I Dialoghi della Di Renzo Editore. Il titolo del libro Siamo tutti matematici

Benoît Mandelbrot ha pubblicato sempre con Di Renzo Editore il libro Nel mondo dei frattali

10 marzo 2007

Michael Atiyah a Roma

Nei giorni 16, 17, 18 e 19 di marzo 2007 si terrà a Roma il festival della matematica per parlare della più antica e la regina delle scienze, del misterioso quanto meraviglioso mondo dei numeri, che secondo Pitagora sono all’origine dell’Universo. Un festival che racconterà l’avventura matematica come un gioco spensierato, e insieme un’eccitante impresa intellettuale che conduce sulle vette del pensiero, attraverso sentieri e cammini punteggiati di intrecci fra matematica, filosofia, letteratura e scienza, a dimostrazione dell’unità della Cultura.
Saranno presenti molti insegnanti e studenti

Parteciperanno al Festival Michael Atiyah e Benoit Mandelbrot che hanno pubblicato in Italia con la Di Renzo Editore:
Michael Atiyah - Siamo tutti matematici
Benoit Mandelbrot - Nel mondo dei frattali

02 marzo 2007

Parlare con un matematico

01.03.2007
Incontro con Sir Michael Atiyah
Stante l’assenza di un Premio Nobel per la Matematica – ragione sulla quale mi sono spesso interrogato: forse la si considera troppo astratta e di scarso valore sociale? – quando ho scoperto che il Premio Abel era considerato, fra gli addetti ai lavori, il Nobel della Matematica, mi sono subito messo alla ricerca di un nome rappresentativo, da inserire nella collana “I Dialoghi”. Mi sembrava infatti giusto e doveroso rendere merito alla matematica, questa disciplina misconosciuta e maltrattata che pure, negli ultimi cinquanta anni, ha costituito l’impianto teorico, vale a dire le fondamenta, di tutta la fisica del macrocosmo e del microcosmo.
Non è stato proprio come consultare l’elenco del telefono. Mi sono letto, profilo per profilo, la vita e l’opera di ogni singolo matematico che aveva beneficiato dell’ambito premio e quello di Michael Atiyah mi è sembrato, da subito, il percorso professionale più interessante. In un certo senso, il più vivace. E il libro che è nato dal nostro incontro ne è la riprova, perché è uno di quei rari casi in cui un matematico racconta la sua disciplina come una materia per nulla cervellotica ed estremamente creativa.
Ricordo che quando ci siamo incontrati, a Edimburgo, era inverno, anzi, qualcosa di più che inverno: faceva freddissimo. Per tre giorni – tanto è durata la mia permanenza – ci vedevamo, tutti i pomeriggi, in un club piuttosto esclusivo, del quale Atiyah era presidente.Ero rimasto sorpreso dalla rapidità con la quale aveva accettato il mio invito a collaborare per la collana “I Dialoghi”, ma in quei giorni mi resi conto – non senza un pizzico di orgoglio – che anche Sir Michael era rimasto altrettanto sorpreso e impressionato dal numero di personalità che avevo intervistato e, soprattutto, dal loro livello culturale e professionale. Disse persino, testuali parole, che non poteva esimersi dall'accettare una simile offerta, tanto più che veniva da un editore competente (gli avevo detto che sono chimico). Si lamentò, infatti, perché la maggior parte di coloro che divulgano scienza non sono scienziati, anzi a volte non sanno nulla di scienza e mancano della precisione necessaria per poter rendere un buon servizio alla causa, ovvero alla divulgazione di argomenti scientifici altrimenti non accessibili a tutti.
Nel corso delle nostre conversazioni cominciavamo col parlare di matematica e finivamo col discutere di politica. Confesso che, da principio, ho avuto qualche difficoltà nell’intenderci, perché il suo accento era molto stretto, ma con un po’ di buona volontà da ambedue le parti, siamo riusciti a capirci alla perfezione. Soprattutto, man mano che andavamo avanti, scoprivamo di avere molti punti di vista in comune. Lui, per esempio, era insolitamente ben informato circa la situazione politica italiana – ecco, dunque, un matematico che sfata il mito dell’uomo di scienza con la testa fra le nuvole – e ne sapeva abbastanza anche di cosa significhi fare ricerca in Italia. Le sue lamentele non mi giungevano nuove: poco spazio ai giovani ricercatori, pochi incentivi per le nuove ricerche… insomma, sembrava di sentir parlare un italiano!
Discorrere della sua vita, del suo passato, lo ha reso via via più amichevole. È una cosa che mi è capitata di cogliere anche in altre occasioni: quando chiedi a uno scienziato di parlarti non del suo lavoro, ma della sua vita, dei suoi ricordi, di quello che era prima di diventare scienziato, del suo aspetto umano… ecco, allora, è come se improvvisamente si aprisse una breccia. Perché non ci sono abituati. Perché di solito a nessuno interessa sapere che fa un Premio Nobel o un Premio Abel della sua vita privata. Mentre, a 60-70 anni, anche se sei uno scienziato – o forse soprattutto se sei uno scienziato – ti piacerebbe raccontare come un sogno d’infanzia sia diventato realtà, nel tempo, oppure come imprevisti, incontri e strane scelte ti abbiano portato a vivere quella ebbrezza che è la conoscenza, o meglio, la ricerca della conoscenza.
Così, se il primo giorno lo chiamavo “professore” e il secondo “Sir”, il terzo giorno mi disse: “Tra persone che parlano di scienza e che vogliono fare della scienza un messaggio per i giovani, bisogna chiamarsi per nome. Quindi chiamami Michael”. Quasi quasi sarei rimasto ancora un giorno o due, se avessimo potuto concedercelo, perché si era creata una splendida reciprocità: io ascoltavo e registravo, ma anche lui – curioso come un bambino – chiedeva, s’informava, proprio come un vero scienziato. Perché ogni vero scienziato è animato dall’intima convinzione che una buona conversazione è l’inizio di una nuova scoperta.

Sante Di Renzo
www.santedirenzo.it
Michael Atiyah - Siamo tutti matematici - Di Renzo Editore

27 febbraio 2007

Lectio Magistralis di Benoît Mandelbrot, teorico dei frattali

Un grande Anello Frattale è sbocciato nell'arte, si e' sviluppato nella matematica pura e in diverse scienze, ed e' infine tornato all'arte. Per Platone, Euclide, Newton e Einstein, lo spazio era liscio e la bellezza risiedeva nelle forme lisce. La ruvidità ovvia e ubiqua delle situazioni comuni fu accantonata, perchè si pensava che fosse troppo complessa per uno studio scientifico. Mandelbrot mostrerà che oggi abbiamo invece uno strumento per affrontare l'apparente mancanza di forma del mondo reale: e' la geometria frattale della ruvidità. I frattali sono ruvidi, utili e meravigliosi: non stupisce che essi abbiano avuto un ruolo notevole nell'arte fin dal tempo dei tempi.

Benoît Mandelbrot ha pubblicato con Di Renzo Editore - Nel mondo dei frattali

24 febbraio 2007

Che passione la matematica

Ecco finalmente un libro sulla matematica che può indurre i lettori ad apprezzare e ad amare questa bellissima materia. A scuola a volte si sente un avversione nei suoi confronti, specie se si ha la sfortuna di incontrare insegnanti incapaci e che non la amano e non l'apprezzano veramente.
A Michael Atiyah, autore di un libro appena pubblicato, è invece andata bene. Al suo amore per questa disciplina si sono aggiunti dei capaci insegnanti che lo hanno lanciato a ricoprire prestigiosi ruoli internazionali un questo settore e al premio Abel, corrispondente del premio Nobel, per la matematica.
Michael Atiyah sarà a Roma a metà Marzo, insieme a molte altre personalità, per partecipare al Festival della matematica.

Michael Atiyah - Siamo tutti matematici - Di Renzo Editore
Rassegna libraria n.1, 2007
www.tuttimatematici.info

Amare la matematica

E' certo che non tutti possono affrontare lo studio della matematica. Occorre una particolare inclinazione e un amore per tutto ciò che ricorda i numeri e anche l'immaginazione, la fantasia. E anche se la materia ti piace, come sottolinea Michael Atiyah, nel suo libro appena pubblicato, devi studiarla tanto e con decisione, con passione. Non è una disciplina semplice ma se riesci ad entrarci dentro, allora scoprirai un fantastico mondo dove potrai trovare enormi soddisfazioni.
La matematica non è, ad avviso di Atiyah, in posizione ancillare, ma può porsi allo stessopiano e in forma dialettica nei confronti delle altre discipline scientifiche. Può insegnare tantissimo ad esse ed aiutarre fisici, chimici, ingegneri a comprendere l'essenza della natura.
E' un libro che molti possono comprendere e per questo se ne raccomanda la lettura

Michael Atiyah - Siamo tutti matematici - Di Renzo Editore
Sinthesys n. 2 - 2007
www.tuttimatematici.info

Il fascino della matematica

E' stato appena pubblicato un libro, frutto di una lunga intervista, di Michael Atiyah, grande matematico scozzese, vincitore del premio Abel, il premio Nobel per la matematica.
Il libro è carico di entusiasmo per questa disciplina, ed è certamente un'ottima lettura per chiunque ne voglia conoscere la sua bellezza intrinseca. Pur raccomandando il suo studio, sottolinea che "...la matematica è difficile e, anche se ti piace e sei portato, devi studiare e impegnarti molto. Un bravo studente potrebbe scegliere altre strade, laurearsi con buoni voti in economia, per esempio, e trovare un ottimo posto. Perché allora crearsi dei problemi? Il fatto è che, se uno sceglie la matematica, lo fa perché gli piace più di ogni altra materia e perché non potrebbe fare altro".
Sono molteplici gli aspetti che Atiyah mette in evidenza in questo suo primo libro divulgativo, cercando in particolare di ridare alla matematica una nuova dignità e un ruolo da attore, a suo avvisoa aspetti che negli ultimi anni questa stupenda disciplina aveva perso.

Michael Atiyah - Siamo tutti matematici - Di Renzo Editore
Prisma n. 2, 2007
www.tuttimatematici.info

21 febbraio 2007

Nasce il primo festival della matematica, per parlare di Matematica, la più antica e la regina delle scienze, del misterioso quanto meraviglioso mondo dei numeri, che secondo Pitagora sono all’origine dell’Universo. Vogliamo raccontare la perfezione dei concetti matematici oggi che siamo circondati da strumenti perfetti e manca in noi la capacità di produrre pensieri altrettanto perfetti. Da narratori impertinenti quali siamo vogliamo portare alle menti di tutti non solo la matematica, ma l’incoraggiamento (che solo la matematica bene insegnata può dare) nello sviluppare ciò che il cervello potenzialmente possiede, in nome della ragione e della verità. Le trappole del pensiero e le voragini del linguaggio scattano e si spalancano dovunque, non appena si inizia a pensare e a parlare. Solo la logica ci insegna a riconoscerle e ci permette di evitarle, risparmiandoci paurose cadute, e ciò rende il nostro pensiero più laico, più giusto, più libero.Un festival che racconterà l’avventura matematica come un gioco spensierato, e insieme un’eccitante impresa intellettuale che conduce sulle vette del pensiero, attraverso sentieri e cammini punteggiati di intrecci fra matematica, filosofia, letteratura e scienza, a dimostrazione dell’unità della Cultura.

Lezioni magistrali di grandi matematici come Andrew Wiles, dimostratore dell’ultimo teorema di Fermat, Douglas Hofstadter, divulgatore di fama internazionale, Benoit Mandelbrot, re dei frattali, ci sveleranno se la matematica è una sorta di vocazione, se matematici così come musicisti si nasce, ci racconteranno la bellezza senza tempo di una matematica che non è senza tempo, una matematica moderna molto diversa da quella dell’antichità. Una scienza che sta attraversando un periodo di massima interazione con le altre scienze come l’economia, le scienze sociali e la politica.La matematica è certamente la miglior fonte di ispirazione di nuovi concetti. Il festival sarà l’occasione per riflettere anche sui legami fra matematica e filosofia, politica, religione, musica, letteratura, cinema attraverso una serie di dibattiti con i più illustri esponenti delle diverse forme di pensiero e arte, “Basta leggere uno scrittore come Borges, con le sue Biblioteche di Babele che si estendono all’infinito, con i suoi giardini dai sentieri che si biforcano in continuazione, per rendersi conto di come la matematica possa ispirare il poeta e lo scrittore. Anche nelle arti figurative e nella musica l’artista ha sempre cercato proporzioni matematiche, da Piero della Francesca a Schönberg” Enrico Bombieri, gennaio 2006.Quattro giorni di incontri, spettacoli, un concerto, appuntamenti quotidiani con la lettura, una partita a scacchi in simultanea alla presenza di un grande campione, giochi matematici e logici per ragazzi e non solo che sveleranno una matematica piena di magia. Per quattro giorni saremo posti di fronte alla necessità di interpretare ogni azione in chiave matematica e chissà a riprovare l’emozione di sedersi in una stanza e chiedersi quale sia la conica descritta dalla luce sul muro e individuare le rette sghembe.

Benoit Mandelbrot ha pubblicato con Di Renzo Editore - Nel mondo dei frattali
Per saperne di più: http://www.auditorium.com/eventi/4888409