16 marzo 2007
FESTIVAL DELLA MATEMATICA, GIA' TUTTO ESAURITO IL PRIMO GIORNO
14 marzo 2007
Il Presidente Napolitano ha ricevuto i partecipanti al Festival della Matematica
Fonte: Presidenza della Repubblica
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa sera
al Quirinale Premi Nobel, una rappresentanza dei partecipanti, -scienziati,
artisti, studenti e amministratori- al Festival della Matematica, guidati
dal Sindaco di Roma Walter Veltroni.
Erano presenti il Premio Nobel per l'economia, John Nash, il Premio Pulitzer,
Douglas Hofstadter, il Premio Neils Haber e Medaglia Fields, Michael
Atiyah, il Direttore scientifico del Festival, Piergiorgio Odifreddi,
il Presidente della Fondazione Musica per Roma Gianni Borgna e l'Amministratore
Delegato Carlo Fuortes.
Dopo l'intervento del Sindaco Veltroni, il Capo dello Stato ha rivolto ai
presenti un indirizzo di saluto.
Roma, 13 marzo 2007
Michael Atiyah ha pubblicato con Di Renzo Editore il libro "Siamo tutti matematici"
Michael F. Atiyah
Siamo tutti matematici
Pagine: 88 - Prezzo: € 11.00
ISBN: 8883231570 - Anno di pubblicazione: 2007
12 marzo 2007
Festival della Matematica: tre premi Nobel all'Auditorium di Roma
- Andrew Wiles, autore della dimostrazione dell'ultimo teorema di Fermat
- John Nash, matematico, premio Nobel per l'Economia, la cui vita è stata descritta nel film A Beautiful Mind
- Douglas Hofstadter, premio Pulitzer nel 1980, autore del libro Gödel, Escher, Bach
- Benoît Mandelbrot, iniziatore della teoria dei frattali
- John Barrow, fisico, vincitore del premio Templeton per i legami tra la religione e la scienza nel 2006
- sir Michael Atiyah, medaglia Fields nel 1966, già presidente della Royal Society e del Movimento Pugwash degli Scienziati contro l'Atomica
- Alain Connes, medaglia Fields nel 1983, autore di due volumi di conversazioni, "Pensiero e materia" e "Triangolo di pensieri"
- Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura, che presenterà una lezione-spettacolo;
- Boris Spasskij, già campione del mondo di scacchi, che sfiderà 15 matematici in altrettante partite simultanee
- Zhores Alferov, premio Nobel per la fisica del 2000
- Mario Martone, regista del film Morte di un matematico napoletano
- Serena Dandini, Elio e le Storie Tese e Nicola Piovani (premio Oscar) che presenteranno una serata di musica.
Michael Atiyah ha recentemente pubblicato un libro-intervista che fa parte della collana I Dialoghi della Di Renzo Editore. Il titolo del libro Siamo tutti matematici
Benoît Mandelbrot ha pubblicato sempre con Di Renzo Editore il libro Nel mondo dei frattali
10 marzo 2007
Michael Atiyah a Roma
Saranno presenti molti insegnanti e studenti
Parteciperanno al Festival Michael Atiyah e Benoit Mandelbrot che hanno pubblicato in Italia con la Di Renzo Editore:
Michael Atiyah - Siamo tutti matematici
Benoit Mandelbrot - Nel mondo dei frattali
02 marzo 2007
Parlare con un matematico
Incontro con Sir Michael Atiyah
Stante l’assenza di un Premio Nobel per la Matematica – ragione sulla quale mi sono spesso interrogato: forse la si considera troppo astratta e di scarso valore sociale? – quando ho scoperto che il Premio Abel era considerato, fra gli addetti ai lavori, il Nobel della Matematica, mi sono subito messo alla ricerca di un nome rappresentativo, da inserire nella collana “I Dialoghi”. Mi sembrava infatti giusto e doveroso rendere merito alla matematica, questa disciplina misconosciuta e maltrattata che pure, negli ultimi cinquanta anni, ha costituito l’impianto teorico, vale a dire le fondamenta, di tutta la fisica del macrocosmo e del microcosmo.
Non è stato proprio come consultare l’elenco del telefono. Mi sono letto, profilo per profilo, la vita e l’opera di ogni singolo matematico che aveva beneficiato dell’ambito premio e quello di Michael Atiyah mi è sembrato, da subito, il percorso professionale più interessante. In un certo senso, il più vivace. E il libro che è nato dal nostro incontro ne è la riprova, perché è uno di quei rari casi in cui un matematico racconta la sua disciplina come una materia per nulla cervellotica ed estremamente creativa.
Ricordo che quando ci siamo incontrati, a Edimburgo, era inverno, anzi, qualcosa di più che inverno: faceva freddissimo. Per tre giorni – tanto è durata la mia permanenza – ci vedevamo, tutti i pomeriggi, in un club piuttosto esclusivo, del quale Atiyah era presidente.Ero rimasto sorpreso dalla rapidità con la quale aveva accettato il mio invito a collaborare per la collana “I Dialoghi”, ma in quei giorni mi resi conto – non senza un pizzico di orgoglio – che anche Sir Michael era rimasto altrettanto sorpreso e impressionato dal numero di personalità che avevo intervistato e, soprattutto, dal loro livello culturale e professionale. Disse persino, testuali parole, che non poteva esimersi dall'accettare una simile offerta, tanto più che veniva da un editore competente (gli avevo detto che sono chimico). Si lamentò, infatti, perché la maggior parte di coloro che divulgano scienza non sono scienziati, anzi a volte non sanno nulla di scienza e mancano della precisione necessaria per poter rendere un buon servizio alla causa, ovvero alla divulgazione di argomenti scientifici altrimenti non accessibili a tutti.
Nel corso delle nostre conversazioni cominciavamo col parlare di matematica e finivamo col discutere di politica. Confesso che, da principio, ho avuto qualche difficoltà nell’intenderci, perché il suo accento era molto stretto, ma con un po’ di buona volontà da ambedue le parti, siamo riusciti a capirci alla perfezione. Soprattutto, man mano che andavamo avanti, scoprivamo di avere molti punti di vista in comune. Lui, per esempio, era insolitamente ben informato circa la situazione politica italiana – ecco, dunque, un matematico che sfata il mito dell’uomo di scienza con la testa fra le nuvole – e ne sapeva abbastanza anche di cosa significhi fare ricerca in Italia. Le sue lamentele non mi giungevano nuove: poco spazio ai giovani ricercatori, pochi incentivi per le nuove ricerche… insomma, sembrava di sentir parlare un italiano!
Discorrere della sua vita, del suo passato, lo ha reso via via più amichevole. È una cosa che mi è capitata di cogliere anche in altre occasioni: quando chiedi a uno scienziato di parlarti non del suo lavoro, ma della sua vita, dei suoi ricordi, di quello che era prima di diventare scienziato, del suo aspetto umano… ecco, allora, è come se improvvisamente si aprisse una breccia. Perché non ci sono abituati. Perché di solito a nessuno interessa sapere che fa un Premio Nobel o un Premio Abel della sua vita privata. Mentre, a 60-70 anni, anche se sei uno scienziato – o forse soprattutto se sei uno scienziato – ti piacerebbe raccontare come un sogno d’infanzia sia diventato realtà, nel tempo, oppure come imprevisti, incontri e strane scelte ti abbiano portato a vivere quella ebbrezza che è la conoscenza, o meglio, la ricerca della conoscenza.
Così, se il primo giorno lo chiamavo “professore” e il secondo “Sir”, il terzo giorno mi disse: “Tra persone che parlano di scienza e che vogliono fare della scienza un messaggio per i giovani, bisogna chiamarsi per nome. Quindi chiamami Michael”. Quasi quasi sarei rimasto ancora un giorno o due, se avessimo potuto concedercelo, perché si era creata una splendida reciprocità: io ascoltavo e registravo, ma anche lui – curioso come un bambino – chiedeva, s’informava, proprio come un vero scienziato. Perché ogni vero scienziato è animato dall’intima convinzione che una buona conversazione è l’inizio di una nuova scoperta.
Sante Di Renzo
www.santedirenzo.it
Michael Atiyah - Siamo tutti matematici - Di Renzo Editore